IL MUSEO DEL "G" 2


 Sono sempre quello che ha lasciato il segno, ma che per esserne sicuro si fa un museo, anzi due!


Il "G" è un artista vero... perché è, soprattutto, un uomo vero, dove per uomo s'intende colui che non si mimetizza dietro mistificazioni e luoghi comuni... ma fa dei luoghi comuni e delle mistificazioni autentiche frustate sui glutei immondi del bigottismo, sui tanto declamati attributi della forza-costi-quel-che-costi = intolleranza in testa, sulle putritudini dei falsi pudori. 
Nel "G" avete trovato un training della più alta scuola freudiana... 
e gratis per di più!

Roberto Arnaldi
("Robertino" di Radio Montecarlo)
dalla sua prefazione al 
secondo libro del "G"
(1996)


Un grato ringraziamento 
dall'aldiqua all'aldilà
ai grandi
Umberto Eco e Robertino Arnaldi
per le bellissime parole 
nei miei confronti 
che ho voluto a introduzione
dei miei due Musei.



Il primo, enorme MUSEO 
si trova qui:
(clicca pure) 

Composto da un unico, interminabile post, 
l'ho talmente riempito che non riesce più ad aggiornarsi, poverino.
Si è bloccato,
fortunatamente dopo aver
raggiunto un certo livello 
di completezza, tutt'altro però 
che totale.
 Per questo ho aperto il presente secondo MUSEO, 
che ho intenzione di riempire 
in ugual misura. 
Poverino.


Ah, e questo sono io, il "G", 
ovvero Gianni Greco,
nel 1992.
Per le presentazioni rimando al primo MUSEO: 
non ho voglia di ripetermi, ma di continuare il racconto. 
Ricordo solo che l'ambiente museale si suddivide in due parti, 
il MUSEO propriamente detto, che segue la narrazione dalla nascita fisica al momento attuale, 
e il DEPOSITO, 
dove si accatastano i più vari approfondimenti in ordine sparso.


Chi ha foto, video, ricordi o qualsiasi tipo di memoria attinente al "G" o a Gianni Greco può contribuire al Museo inviando il materiale a:
scriviag@gmail.com

 Grazie!


E come disse Enzo Tortora 
al suo ritorno in TV 
(frase che io previdi esattamente preannunciandola 
con molto anticipo alla radio):

DUNQUE...
DOVE ERAVAMO RIMASTI?


Qui?
Già, peccato che questa sia TA 
(Topa Artificiale).

Beh, insomma, siamo rimasti a me, che dopo decenni di grandi soddisfazioni, successi 
ma anche amare delusioni
mi sono trovato, a 81 anni, 
ad affrontare di nuovo 
il microfono, 
in tempi cambiati più di me 
che il tempo non l'ho mai mollato.


Riprendiamo quindi dal periodo storico a cui eravamo arrivati, descritto, come tutti gli altri, dal titolo di un film 
sotto la datazione:


... e dal capitolo da cui possiamo continuare a narrare in tempo reale l'attualità:


Ah, e sia chiaro,
non mollo neppure ora 
che sono arrivato a 83


con l'anima e la faccia 
di un bambino!


Ma ricapitoliamo... il capitolo.
Nel 2024, dopo un decennio abbondante 
di distacco dai microfoni 
(a parte vari interventi pubblici 
ben lontani però 
dagli studi radiotelevisivi) 
vengo invitato dal quotidiano 
La Nazione 
- lo stesso che molti anni prima 
mi aveva dedicato, tra gli altri, 
il titolo "Mister G si vergogni!" -
 a partecipare al suo nuovo 
podcast 
per celebrare gli antichi fasti 
di quello stesso "G" 
che avrebbe dovuto vergognarsi.
Una bella rivincita, non importa quanto tardiva. 
Il fiume scorre.
Ci vado.


Ed è allora che 
per la prima volta dopo anni 
torno a contatto con una 
realtà radiofonica. 
Mi dico che è solo un 
piacevole intervallo 
tra le tante cose a cui mi sto dedicando 
col mio nome intero, 
ma mi sbaglio: 
qualcosa bolle in pentola.

 Spinto da grandi amici 
ex ascoltatori 
vengo richiesto da una 
importante radio fiorentina, 
e questa specificazione territoriale
non potrebbe essere più consona:
infatti è un'emittente sportiva 
tutta dedicata alla squadra viola.
Che ci faccio io lì? 
Mi tranquillizzano: 
niente di calcistico, devo solo 
- come voce fuori campo - 
rompere i "palloni" ai due conduttori
che parlano sempre di calcio. 
Allora sì, accetto!


Presentazione ufficiale...
La trasmissione si chiamerà 
"Ganzamente in viola",
dal titolo del mio storico
programma radiofonico
"Ganzamente insieme"
("ganzamente" è un avverbio 
di mia invenzione, 
assente dai vocabolari).


Io 
(ex mitico "G") 
lavorerò con Alberto Di Chiara 
(ex nazionale di calcio) 
e Costantino Nicoletti 
(ex presidente dell'Ascoli).

EX-CELLENT...

E vada per una stagione, 
mi dico, 
poi torno a fare il "mitico ex".


Ma la cosa ha funzionato,
 e vengo riconfermato per una
seconda stagione (2025-'26). 
Ehi...
Va a finire che io qui c'invecchio...
(Spiritoso!)


E ci ho anche preso gusto.
Tra l'altro questa è una radio che 
si vede sul digitale terrestre, 
una vera e propria TV. 
E nella seconda stagione, 
spinto dalla mia inarrestabile 
smania creativa, stimolata
in questo caso 
dall'uso statico del mezzo televisivo
 fatto in quell'emittente 
(due persone sedute che parlano
dietro a un tavolo,
immagine frontale fissa), 
mi sono inventato un ruolo visivo 
sul ledwall alle spalle dei due chiacchieratori sportivi, 
altrimenti utilizzato 
solo come sfondo inattivo. 
Prima ero una voce invisibile, 
adesso un'entità dominante. 
E ho cominciato a divertirmi per davvero.


In questi ultimi anni 
ho collezionato molte 
"prime volte", 
che alla mia età significano 
vita.
Quanti vecchi vedo in giro, 
e spesso sono più giovani di me, 
ma solo all'anagrafe... 
Non hanno più prime volte. 
Io sono un ragazzo.
Ho ancora tanto da imparare!




Ma per andare avanti 
spesso è necessario fare un passo indietro.
Cosa scrivevo nel primo Museo 
in merito al mio impegno 
radio-televisivo?


Ecco. 
Anche la seconda stagione 
è terminata.
L'età prevista è raggiunta
(e superata).
Dunque ne ho cavato le gambe?


(Continua)


La narrazione del Museo
ormai in "presa diretta", 
si aggiornerà ogni volta che ci saranno 
novità rilevanti 
o cose che avrò voglia di dire.

Il Deposito invece, 
che non ha obblighi di 
narrazione cronologica, 
bensì di disordinata documentazione, 
si aggiorna a proprio piacimento 
per il piacimento di chi 
guarda e legge.

Consiglio caldamente di visitare 
il primo Museo del "G"
che a differenza 
(per ora) 
di questo è stato 
"vietato ai minori":


Lo dico dal profondo del mio... 
CUORE


(Vai, ora vietano anche questo!)







































... E poi, oh, ma saranno cazzi miei?


Ehm...
Ok, ok, storia di fantasia. 
Forse. 
Non ricordo bene...





"Nascerà dall'acquatica triplicità,
da uno che farà del Giovedì la sua festa:
la sua fama, lode, regno, potenza cresceranno
per terra e mare fino a tempestare l'Oriens"

NOSTRADAMUS
Centurie, I,50

Si comincia bene! Nostradamus aveva previsto il mio avvento: io nasco di giovedì nel segno dei pesci con origini del nord, centro e sud (l'acquatica triplicità), 
la mia fama, la mia lode, il mio regno, la mia potenza, 
benché a livello regionale
(perché come ripeto spesso
io sono piccolo),
sono cresciute espandendosi in Toscana per terra e per mare letteralmente tempestando... l'Oriens?
Ma qui, cari interpreti del grande profeta, sbagliate nel tradurlo "Oriente".
Nostradamus voleva dire "Audience",
che si pronuncia sostanzialmente allo stesso modo di "Oriens".
Ed ecco fatto il ritratto del "G".
Grazie, profetone!

(Mah... Ci crederanno?).



"Gianni Greco, 
appassionatissimo di ufologia e di scienza, 
è ricco di quella "curiosità" naturale
 che contraddistingue gli spiriti alacri 
e non conformisti. 
Fornito di solida cultura, 
dimostra una notevole sensibilità 
ed attenzione analitica"



"Gianni Greco... Ma non era morto?
No, dai, è morto... 
No?"

CARLO VERDONE,
allungandomi la vita.



"Sta per arrivare il "G", 
il notissimo conduttore radiofonico, 
colui che vi tormenta tutti i giorni 
con il Sondazzo. 
Che volto avrà, come sarà
 fatto? 
Sarà biondo, alto, magro, basso?"

Sono come sono, 
caro Circuito Cinquestelle...
Ma che te lo dico a fare?
Non esisti più.



"Da mezzogiorno alle quattro 
su Radio Blu di Prato 
è l'ora del "Sondazzo" in diretta. 
Si ride, si scherza, si fa di peggio. 
Si danno appuntamenti erotici
oppure si mandano in onda 
orgasmi in diretta. 
Imbarazzante? 
Bene, allora l'obiettivo è centrato,
sull'onda di una tradizione 
giullar-boccaccesca"

Ottimo questo riferimento di Epoca
ai giullari e al Boccaccio, 
è proprio la nobile fonte 
a cui il "G" si è sempre abbeverato.
Altro che volgarità!
Cultura e libertà.



"Lei, "G", ha un carisma tale 
per cui riesce a far fare 
queste cose alla gente"

RITA DALLA CHIESA,
a Canale 5.


"Il mitico "G", 
come lo chiamano i suoi fans,
 è il più famoso, amato, chiacchierato,
 imitato e misterioso intrattenitore radiofonico. 
Le sue trasmissioni costituiscono 
un vero fenomeno di costume 
e sono seguitissime"



"Il "G"? Divertentissimo! 
Mi fa fare certe risate..."

JOHNNY DORELLI
a sua cugina, abitante in Toscana,
che mi registrava 
e gli mandava le cassette 
del Sondazzo.



"In libera uscita con l'uniforme in disordine 
non salutava 
un superiore sottufficiale. 
10 giorni di consegna"

L'ESERCITO ITALIANO



"Sei un osso duro tu! 
Ao', sei er primo che m'ha fatto suda'. 
M'hai messo pure in difficoltà. 
Te possino..."

CLAUDIO VILLA,
il cantante,
dopo un acceso dibattito televisivo sui generi musicali.

"Lode al tuo occhio, "G"!"

CLAUDIO VILLA,
il disegnatore,
dopo una mia acuta osservazione sulle sue copertine di Tex.


"Il "G"... 
un entertainer fuoriclasse, assolutamente atipico, 
una sorta di Lenny Bruce 
degli Anni '90, 
il cui linguaggio si basava sul turpiloquio 
già un decennio prima 
che Paolo Rossi avesse accesso a RaiTre"



"Sei proprio un chiacchierone tu,
 "G", non fai parlare..."

RITA ROCCA,
conduttrice della Rai, 
durante una diretta su Radio2. 
Glielo facevo apposta.

"Idee, ironia e simpatia 
fanno del "G" 
uno degli animatori più seguiti. 
Risate a crepapelle ogni giorno 
sono assicurate con le sue provocazioni telefoniche 
in diretta"


"Lei con noi politici è più cattivo di "Crème Caramel"! Peccato che le manchi Pamela Prati"

VALDO SPINI

Per la cronaca gli risposi: "Quella manca anche a lei, onorevole!"



"In branda dieci primi dopo la sveglia. 
12 giorni di consegna"

L'ESERCITO ITALIANO



"Ho sempre sostenuto che "G" è un grande artista, 
ma evidentemente c'è di più: 
ha anche la geniale intuizione 
degli scienziati puri"

Dott. ENZO BONCOMPAGNI,
cardiologo, conosciuto 
- anche televisivamente - 
come 
"L'amico del cuore"



"Imperversa per l'etere 
col suo programma e i suoi personaggi strampalati. 
Stiamo parlando del "G", 
così è conosciuto il vulcanico conduttore del Sondazzo"



"Quel "G" ha parlato male 
del mio ultimo album. 
Non è questo il modo di fare,
 infamare il lavoro degli altri. 
Che non si ripeta più!"

ZUCCHERO FORNACIARI,
che invece di rivolgersi a me telefonò meschinamente al proprietario della radio credendosi il padrone delle idee degli altri. 
E a suo dispetto la cosa si ripeté, eccome!
Non prendo ordini da lui. 
E aspetto ancora che mi affronti direttamente.


"Non ti senti un po' meschino, 
un po' tapino 
a fare certe domande
 a delle povere signore che si ritrovano lì proprio... 
Dio mio, cascano dalle nuvole 
a volte..."

Questa fu la mia prima intervista televisiva, mi mostravo di schiena per nutrire il mistero che ammantava la mia persona. 
E... no, non mi sentivo meschino 
né tapino.



"Ha detto per radio che ho la dentiera. 
Ma io lo denuncio!"

CARLA BONI,
storica cantante di grande carattere.


"Mi hai dato di merda in diretta. 
Ma io ti denuncio!"

GIORGIO ARIANI,
mio amico d'infanzia.
Ma io scherzavo, Giorgino...



"Con il mezzo del telefono per biasimevoli motivi faceva credere che la persona che stava telefonando stesse per suicidarsi, mentre in realtà si trattava di un macabro e disgustoso scherzo che oltretutto veniva trasmesso in diretta per radio"

LA GIUSTIZIA

Da un Decreto Penale
in seguito a una denuncia.
Esito: non giudicabile previa Oblazione.
"Il "G", re dell'estemporaneità, 
uno degli intrattenitori 
più geniali e provocatori..."


"Fedeli, stanotte non ho potuto dormire,
 ieri ho visto e sentito delle cose 
che mi hanno profondamente turbato. 
Spero che simili spettacoli non debbano più avere luogo. 
Quel "G"... Dio mio..."

Un PARROCO DI CAMPAGNA
durante la predica domenicale, riferendosi a un mio spettacolo nella piazza del suo paese.
"Il "G"? Non mi ha scandalizzato affatto. Figuriamoci, 
ne sento di peggio nelle confessioni!"

Un altro PARROCO DI CAMPAGNA dopo un altro mio spettacolo nel suo paese.



"Niente male. Le rime sono originali, sai, bello... 
Sei libero stasera?"

CRISTIANO MALGIOGLIO
guardandomi languido negli occhi dopo aver letto il testo di una mia canzone negli uffici di una casa discografica milanese. Per la storia debitamente ringraziai e scivolai via farfugliando qualcosa come 
"No... ho un impegno...".
Non mi vendo per una canzone. 


"Incaricato della pulizia degli obici svolgeva il compito assegnatogli con negligenza, rendendosi successivamente irreperibile. 
5 giorni di camera di punizione semplice"

L'ESERCITO ITALIANO

"COMUNICATO
Con la presente, 
Rifondazione Comunista di Putignano, 
esprime il suo più fermo dissenso affinché non venga effettuato lo spettacolo previsto per venerdì 9 dicembre presso il Circolo ARCI di Putignano denominato "Il G", poiché vista la programmazione del solito spettacolo altamente "scurrile, volgare ed osceno" a tal punto da sollevare moltissime rimostranze e malumori in molte persone del quartiere.
Crediamo che l'importanza dell'argomento possa essere interpretata come una crescita culturale per l'intero quartiere"

RIFONDAZIONE COMUNISTA
PUTIGNANO

Poveretti, più bigotti dei preti: 
il vero scandalo stava nel loro italiano!
I volantini vennero affissi ovunque e distribuiti in locali pubblici e abitazioni del luogo, ma non impedirono che io facessi anche il secondo spettacolo in quel quartiere di Pisa, divertendomi, chissà perché, ancora più del solito.



"Ognuno ha quello che si merita. 
Se loro vogliono leccare 
il televisore lo facciano. 
Io li bastonerei tutti"

ALESSANDRO BENVENUTI
a Canale 5,
commentando un mio celebre Sondazzo.



"Ha la voce inconfondibile,
 il fascino indiscutibile,
 il linguaggio incredibile. 
Dategli un elenco telefonico 
e farà polpette di tutti quelli 
che diventeranno i suoi bersagli.
 Il "G" è come Zorro. 
Colpisce, lascia il segno 
e poi sparisce"



"Seminava il terrore nelle famiglie spacciandosi al telefono per un bambino che aveva sventrato la sorellina. 
Inoltre con azione criminale intimava ad altre famiglie di ospitare extracomunitari qualificandosi come tale sig. Favacaciosa dell'U.T.E.R.O. (Ufficio Territoriale Extracomunitari Ricoverati Occasionalmente),
facendo credere esistere una legge dello Stato che imponesse tale obbligo"

LA GIUSTIZIA

Da un Decreto Penale 
in seguito a una denuncia. 
Esito: non giudicabile previa Oblazione.


"No, no e no... 
In trasmissione da lui 
non ci vado!"

RENATO ZERO
a un amico comune che avevo incaricato 
di invitarlo alla radio nel mio programma.
Cattivo cattivo, ecco...


"Io gliel'avrei fatta spegnere"
(la radio mentre trasmettevo io)

SUSANNA AGNELLI
su Oggi.
Quando morì pensai: 
"Toh, si è spenta lei", 
ma me ne pentii subito.



"Chiamato da un superiore si presentava dopo molto tempo senza alcun giustificato motivo,
mostrandosi inoltre risentito per la richiesta fattagli da quest'ultimo circa la causa del ritardo. 
5 giorni di Camera di Punizione di Rigore"

L'ESERCITO ITALIANO




PER CONCLUDERE LASCIAMO SPAZIO AGLI ASCOLTATORI:
DUE VOCI DALLA SEGRETERIA TELEFONICA DELLA RADIO



1
Voce maschile piuttosto schiumante:

"Io chiamo soltanto per protestare contro quell'infame, maledetto individuo che sta facendo quelle sporche telefonate. Siete una massa di schifosi maledetti. Smettetela, razze di cani! Quell'individuo bucaiolo porco mettetelo sul rogo. Quell'infame che sta disturbando le famiglie con quelle telefonate sconce e maledette. Maledetta radio! 
Infami individui, schifosi! 
Che Dio vi stramaledica! 
Sudici, infami, dite a quella carogna di quell'individuo che dev'essere stato creato nello sterco"

2
Voce femminile aggraziata

"Caro "G", sei meraviglioso. Le tue telefonate intelligenti e spiritose mi aiutano molto a trascorrere la giornata. Mi tirano su e mi fanno dimenticare i problemi. Non cambiare mai, resta sempre così. Ciao, ti ascolto sempre"


E qualche volta di meno...






































































































































PENSIERINO

In effetti a leggere tutto quanto sopra sembra che nella mia vita io abbia fatto solo il Sondazzo.
Per la verità senza quel programma forse nessuno si sarebbe accorto di me. Il Sondazzo fu un ariete utile a sfondare tante porte, arma peraltro a doppia punta, che ha sfondato anche me, facendomi identificare come "Quello delle telefonate", quasi come se non dovessi, 
o peggio non sapessi, fare altro.
E ti accorgi che qualsiasi cosa tu faccia la gente vuole da te sempre quell'altra, anche se è una storia conclusa, anche se non ha niente a che vedere con ciò che stai facendo,
o meglio cercando di fare.
Ma credo sia un destino comune a molti: si chiama "etichettatura", ed è quasi impossibile sfuggirle.
Beh, se non altro significa che almeno una cosa nella vita 
ti è riuscita. E alla grande. 












Non era un tipo facile Faletti, una volta prese a cazzotti uno che gli aveva rubato una battuta. Al suo confronto io avrei dovuto diventare un serial-killer!
Ma no, son troppo pigro.
Cos'era successo? 
Una mia amica, e amica anche di lui, durante una vacanza estiva gli aveva portato da leggere nella sua villa dell'Elba, a mia insaputa 
(me lo disse dopo la vacanza)
 il mio libro 
"Io sono il mostro". Era il 2006.
Tre anni dopo uscì "Io sono Dio", ben altra promozione, tiratura iniziale di 500.000 copie, soldi a palate, insomma un altro pianeta.
Ma quel titolo mi fece ricordare l'ultima pagina del mio modesto libro edito a Pisa, dove si legge, pronunciata dal Mostro di Firenze prima di uccidere, la frase inequivocabile:
IO SONO DIO!


Mi fu facile fare due più due.
Lui aveva letto il mio libro, aveva visto quella frase, gli era piaciuta e ci aveva fatto un bel titolo per il suo nuovo best seller.
Io non gli dissi nulla, ma feci un post su un social al riguardo.
Non l'avessi mai fatto!
L'ottimo Giorgio mi scrisse subito intimandomi di cancellarlo o smentirlo.
Perché lui il mio libro non l'aveva nemmeno aperto, e se un'ispirazione c'era stata derivava da una frase pronunciata da Robert De Niro nel film "Men of honor - L'onore degli uomini".
E così fui servito.
Dopo uno scambio di mail la cosa finì lì, non senza i dovuti complimenti da parte mia a così fortunato scrittore (anche se la sua prosa non sono riuscito mai a digerirla).
Perché a uno che parte cabarettista e riesce a quasi a vincere il Festival di Sanremo (per me avrebbe dovuto vincerlo, ma c'era un cieco...),


a uno che riesce a vendere milioni e milioni di libri passando dal cabaret alle alte vette, che dici?
Solo bravo, bravissimo.
Peccato che non sia riuscito a godersi abbastanza gloria e ricchezza, lo avrebbe meritato.
E io, col mio libruccio di Pisa, avevo torto.



Innumerevoli e consistenti
documentazioni sono presenti 
nel DEPOSITO del primo 
MUSEO DEL "G".
Saccheggialo:

Commenti

  1. Grazie per i presumibili commenti, ma preferisco che ogni contatto faccia capo alla mail scriviag@gmail.com, quindi scatenatevi lì. O anche no, a vostra voglia e libertà. "G"

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